La sorpresa di quanto tech c’è nella vecchia bicicletta

La bicicletta non è esattamente un prodotto innovativo. Da quando è stata inventata, oltre due secoli fa, è più o meno sempre la stessa: due ruote, un manubrio, un telaio. “Bikeconomy. Viaggio nel mondo che pedala”, scritto da Gianluca Santilli e Pierangelo Soldavini ed edito da Egea, parte da questo oggetto noto per spiegare un concetto soltanto apparentemente semplice: se lasciassimo più spazio alle biciclette, sulle nostre strade e nelle nostre vite, le cose andrebbero meglio. Non soltanto il nostro fisico, ché fare più moto aiuta, ma anche le nostre economie potrebbero giovare di una maggiore diffusione delle biciclette.
“Bikeconomy” ha anche un capitolo piuttosto nutrito e affascinante sul futuro della bicicletta, che di innovazione ha cominciato a vederne: dai nuovi materiali alle nuove tecnologie, come il machine learning applicato alle due ruote.